Scegliere liberamente anche nella sofferenza.
2/27/20261 min read


In ambito medico, dopo una diagnosi che identifica una malattia, viene effettuata una previsione dell'evoluzione futura della malattia detta prognosi.
La prognosi descrive come cambierà la condizione della persona nel tempo, considerando la possibilità di guarigione, stabilizzazione e/o peggioramento.
Nei casi in cui la malattia è caratterizzata da una previsione negativa che indica una bassa probabilità di sopravvivenza si parla di prognosi infausta.
A fronte di una prognosi infausta è possibile scegliere come essere curati?
Sì, grazie alla Legge 219/2017 è possibile dichiarare le proprie scelte attraverso la stesura delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), conosciute anche come testamento biologico o biotestamento.
La Legge 219/2017 è un testo normativo che affronta diverse tematiche, nello specifico difende il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e tutela l'autodeterminazione, quindi il diritto di ciascuno di poter scegliere liberamente e consapevolmente riguardo la propria vita e salute, in riferimento a quali trattamenti sanitari, accertamenti diagnostici e scelte terapeutiche ricevere in caso di eventuale futura incapacità di decidere per sè stessi.
Nel caso in cui la persona sia già affetta da una malattia progressiva è possibile scegliere di pianificare le scelte terapeutiche insieme al medico curante (Pianificazione Condivisa delle Cure), passo dopo passo.
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